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venerdì 25 gennaio 2013

Crotone, aggredisce il padre con un'ascia e distrugge 2 auto

Il 28 enne fermato dovrà rispondere di danneggiamento aggravato, minacce e violenza
Gli agenti della Polizia di Stato hanno denunciato in stato di libertà un giovane crotonese, S.D., di 28 anni, accusato di danneggiamento aggravato, minacce, violenza e possesso di uno strumento atto ad offendere. Tutto è iniziato da una furibonda lite che il giovane ha avuto con il padre, in seguito alla quale si è armato di un’ascia tentando di colpirlo. A scongiurare il peggio è stato l’intervento di un fratello del 28enne che è riuscito farlo desistere dall’intento omicida. Ma a quel punto il giovane ha sfogato tutta la sua rabbia distruggendo le auto del padre e del fartello a colpi d’ascia.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra Volante che lo hanno denunciato.

martedì 22 gennaio 2013

Enpa Crotone: ladri fanno nuovamente visita al canile


I ladri fanno nuovamente visita al canile di Crotone. - Lo comunica in una nota l'Enpa sezione di Crotone - Questa volta il bottino è più ricco:ben 22 cucce sono state rubate da almeno tre persone che si sono introdotte nella struttura tagliando la recinzione del perimetro e facendo scappare i cani che era posti a guardia del canile.
Le cucce erano state donate dall'ENPA NAzionale nell'ambito della campagna di raccolta delle figurine "Amici Cucciolotti" e ancora imballate perchè si era in attesa della troupe televisiva di Canale 5 che sabato prossimo si recherà presso il canile comunale per effettuare delle riprese.
Un vile gesto a pochi mesi dal primo verificatosi nel mese di ottobre e a cui l'Autorità Giudiziaria ancora oggi non è stata in grado di dare adeguate risposte. Infatti l'Ufficio di Procura ha richiesto inspiegabilmente l'archiviazione del procedimento, puntualmente opposta dai legali dell'Enpa. L'Enpa sollecita ancora una volta l'intervento del Prefetto di Crotone e la realizzazione di un impianto di videosorveglianza.

Diciannovenne rapinata in pieno centro a Crotone


Una ragazza crotonese di 19 anni è stata rapinata nel pieno centro cittadino di Crotone da un individuo che l'ha sorpresa alle spalle e, dopo averle tappato la bocca con una mano, le ha ordinato di consegnargli gli oggetti d'oro che aveva con sé.
La giovane, tuttavia, non indossava nulla di prezioso per cui il malviventesi è accontentato di portarle via la borsa che ha poi abbandonato dopo aver svuotato il portafogli contenente pochi spiccioli.
La ragazza ha quindi chiesto l'intervento della Polizia di Stato; agli agenti della squadra Volante intervenuti sul posto ha dichiarato che a rapinarla sarebbe stato un giovane alto circa un metro e ottanta, di corporatura robusta e con l'accento del posto.

venerdì 9 novembre 2012

Caccuri, muore folgorato dall'alta tensione mentre raccoglie pigne


Un uomo di 47 anni è rimasto folgorato dalla corrente elettrica mentre era intento a raccogliere pigne da un albero. Il tragico incidente è avvenuto questo pomeriggio a Caccuri. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale Stazione dell'Arma.
 Era andato in campagna a raccogliere pigne scuotendole da un albero con un bastone di ferro, ma con quella pertica ha urtato involontariamente i cavi dell'alta tensione che lo hanno folgorato, uccidendolo all'istante. Il tragico incidente si è verificato intorno alle cinque di questo pomeriggio a Caccuri, nella presila crotonese; vittima Nardo Biafora, di 47 anni, che era impiegato come collaboratore scolastico. Vani i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Caccuri che successivamente hanno scortato la salma all'obitorio dell'ospedale civile di Crotone.

(Il Crotonese)

giovedì 8 novembre 2012

San Leonardo di Cutro: sequestrate slot-machines


Al termine di una complessa attività di verifica, i Carabinieri della Stazione di Cutro hanno sequestrato le slot-machines poste all’interno della sala giochi “Mario Bros” di San Leonardo di Cutro. I militari hanno infatti appurato, con l’ausilio del personale accertatore dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, che all’interno venivano utilizzate abusivamente ben 12 slot-machines e video poker senza che il gestore fosse in possesso di alcun tipo di autorizzazione e licenza. I terminali non erano collegati alla rete telematica dei Monopoli di Stato e quindi non suscettibili di alcun tipo di controllo. Inpratica la sala giochi è come se non fosse mai esistita.
Pertanto il gestore, 34enne originario del posto, è stato denunciato in stato di libertà per truffa ai danni dello Stato di complessivi 145.000,00 euro, esercizio di giochi d’azzardo e mancata esposizione della tabella giochi proibiti. Si è dunque reso particolarmente concreto il controllo operato dall’Arma dei Carabinieri nei confronti di attività che quando non regolamentate a dovere finiscono per essere pericolosissime nei confronti anche dei minori che rischiano di cadere in vere e proprie forme di dipendenza da gioco d’azzardo, arricchendo gente senza scrupoli e disposta a tutto.

(Cn24)

Scandale, anziana muore nella sua abitazione schiacciata da un pannello


Un'anziana donna è morta oggi a Scandale a causa di un incidente avvenuto nella sua abitazione. Il pannello di una tettoia le è caduto sulla testa provocandole lesioni mortali. Sul posto è intervenuto il 118 che ha potuto solo constatare il decesso della donna.
Ha perso la vita per una tragica fatalità mentre si trovava in casa da sola. Maria Gigliotti, 75 anni, è morta nel primo pomeriggio di oggi a Scandale per un banale incidente: uno dei pannelli di plexiglass con i quali era stata realizzata la tettoia di una cucina si è improvvisamente staccato ed è piombato sulla testa della sfortunata anziana, che è rimasta schiacciata. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno potuto solo constatare il decesso della donna e i carabinieri della locale Stazione. L'autorità giudiziaria ha disposto la restituzione della salma ai familiari ritenendo che non fosse necessario l'esame autoptico. 8 novembre 2012

(Il Crotonese)

Camion incendiati a ditta cutrese, il sindaco di Reggiolo: siamo a un punto di svolta


"Il gravissimo fatto di Reggiolo ci dice che siamo arrivati a un punto di svolta. E' il momento che tutti, dal comune cittadino, che sia di origine calabrese o di origine reggiana, fino alle istituzioni, dalla Prefettura, ai sindaci, alla Regione, si impegnino perché ci sia una decisa reazione". Lo dice Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia, sui nove autocarri appartenenti alla ditta di una famiglia originaria di Cutro che sono stati bruciati l'altra notte a Reggiolo, paese della Bassa reggiana.
"Abbiamo detto che non vogliamo che ci siano infiltrazioni mafiose negli appalti di ricostruzione post terremoto - ha aggiunto Delrio - abbiamo le nostre comunità pronte a riprendere la via della ricostruzione, e lo vogliono fare in piena trasparenza e legalità. Bisogna fare subito, di nuovo, terra bruciata in maniera ancora più radicale, nei nostri territori e nei territori d'origine, attorno alle organizzazioni criminali che vogliono togliere futuro alle nostre comunità. Serve un rinnovato impegno e collaborazione più forte da parte di tutti. Dobbiamo non solo impedire la contaminazione nei nuovi appalti, ma estirpare le radici che la 'ndrangheta ha messo nei nostri territori".
"Contiamo su una reazione forte, da parte di tutti, a partire dai singoli cittadini, che collaborino al cento per cento conclude il sindaco di Reggiolo - con le forze dell'ordine, senza farsi intimidire, scegliendo la via della legalità e dell'appartenenza a una comunità sana, come la nostra di Reggio Emilia".

(Il Crotonese)

Confiscati beni per oltre 5 milioni al clan vibonese dei Mancuso


La Direzione investigativa antimafia di Catanzaro ha confiscato beni mobili ed immobili per un valore complessivo di oltre cinque milioni di euro riconducibili ad Antonio Mancuso, 73 anni, di Limbadi, attualmente detenuto, ritenuto ai vertici della omonima cosca vibonese.
Il provvedimento di confisca è stato notificato anche contro gli eredi Domenico Campisi, ritenuto vicino alla cosca Mancuso ed ucciso il 17 giugno 2011 nelle campagne di Nicotera (Vibo Valentia). I provvedimenti di confisca, disposti dalla Corte di Appello di Catanzaro, confermano l'esito delle indagini patrimoniali, in quanto riguardano la quasi totalità di beni già sequestrati grazie all'attività della Dia nel contrasto all'accumulazione illecita di ricchezze, obiettivo ribadito dal nuovo direttore della Dia Arturo De Felice, al vertice della struttura dal primo novembre scorso. In merito alla posizione di Mancuso, i giudici della Corte d'appello, nel provvedimento hanno scritto che "non è stata in alcun modo dimostrata la compatibilità per flussi tra fonti di reddito ed impieghi".
La Corte ha disposto la restituzione di due unità immobiliari su 70 perché pervenute nel patrimonio di Mancuso per usucapione giudizialmente accertata. Per quanto riguarda i beni riconducibili a Campisi, la Corte d'appello rileva che "l'analisi dei redditi familiari complessivi, riportati dal 1993 al 2010, mostra una chiara sperequazione tra percepito e speso. E' di intuitiva evidenza che il complessivo valore dei beni indicati è sproporzionato rispetto alle condizioni di reddito di Campisi e del coniuge".

(Il Crotonese)

Blitz della Gdf nei "Compro Oro", sequestri per 163 milioni e perquisizioni in tutta Italia


Blitz della Guardia di Finanza nei 'compro oro': i militari di Arezzo e Napoli stanno eseguendo in tutta Italia oltre 250 perquisizioni e sequestrando beni per 163 milioni ad un'associazione per delinquere, con vertice in Svizzera, implicata nel riciclaggio, ricettazione, frode fiscale ed esercizio abusivo del commercio di oro.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini, solo nell'ultimo anno l'organizzazione ha gestito e scambiato 4.500 kg d'oro e 11 mila d'argento. L'associazione aveva il vertice in Svizzera e bracci operativi nei distretti orafi di Arezzo, Marcianise (Caserta) e Valenza (Alessandria). E' qui che agivano per la raccolta dell'oro gli agenti intermediari, a loro volta in contatto con una fitta rete di negozi "compro oro" ed operatori del settore che erano alla base della filiera dei traffici. Tutte le forniture del prezioso metallo, ha ricostruito la Gdf, avveniva in nero, al di fuori dei circuiti ufficiali e mediante scambi di oro contro denaro contante in banconote di grosso taglio, trasportate da corrieri insospettabili usando autovetture appositamente modificate con doppifondi. Nel corso delle indagini è stata anche sequestrata una villa a Monte San Savino (Arezzo), che l'organizzazione utilizzava come base operativa, protetta e vigilata, tanto da essere ribattezzata "Fort Knox".
Sono 118 le persone indagate nell'operazione della Guardia di finanza sui 'compro oro' denominata 'Fort Knox' ed effettuata in 11 regioni. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, riciclaggio e reinvestimento di proventi illeciti, ricettazione, esercizio abusivo del commercio di oro e frode fiscale e nei loro confronti sono eseguiti provvedimenti di perquisizione e sequestro emanati dalla procura della Repubblica di Arezzo.
Sequestrati oltre 500 rapporti bancari per bloccare le disponibilità finanziarie detenute dai principali indagati dell'operazione 'Fort Knox' di procura di Arezzo e guardia di finanza contro riciclaggio, ricettazione, frode fiscale e commercio abusivo di oro. Obiettivo, raggiungere l'importo di 163.000.000 euro pari al volume d'affari degli scambi di oro e denaro 'sporco' fatti su scala internazionale nel 2012. I sequestri sono stati eseguiti in 23 banche, 8 intermediari finanziari e due fiduciarie.
Oltre 300 le pattuglie della Gdf impegnate nell'operazione che ha riguardato 259 perquisizioni in 11 regioni, concentrate principalmente in Toscana (74), Campania (91), Lazio (30), Sicilia (16), Puglia (16) e Lombardia (7), presso le abitazioni degli indagati e le attività commerciali ad essi riconducibili, cioé negozi 'compro oro', gioiellerie ed aziende orafe tra cui comprese 23 società del distretto orafo di Arezzo, 16 del polo campano 'Tari'' e 'Oromare' e una di Valenza Po. Riscontri investigativi precisi alle indagini di 'Fort Knox' sono emersi grazie a cinque interventi della Guardia di finanza effettuati in flagranza di reato, negli ultimi quattro mesi, da personale delle Fiamme Gialle a Vipiteno, Napoli, Arezzo.

(Il Crotonese)

Maxisequestro di vino e pomodoro falsi "Made in Italy" provenienti dalla Cina


C'era scritto 'made in Italy' ma provenivano, in realtà, dalla Cina 3.100 tonnellate di vino e 4,5 tonnellate di doppio concentrato di pomodoro sequestrati dal Nucleo antifrodi del Comando carabinieri politiche agricole e alimentari. Contestate oltre 700 mila euro di sanzioni in materia di tracciabilità e di indebita evocazione di "marchi di qualità".
Sequestrati beni per oltre 350.000 euro equivalenti a finanziamenti comunitari illecitamente percepiti nel comparto ortofrutta. Nel mirino dei Nac, che hanno svolto controlli straordinari sulla campagna di vinificazione 2012 e sulla "tracciabilità" dei prodotti agroalimentari in genere, soprattutto l'osservanza delle norme sulla etichettatura dei prodotti con marchi di qualità, Dop, Igp, Stg e biologico.
In particolare i Nuclei antifrodi Carabinieri di Roma, Parma e Salerno hanno operato su tutto il territorio nazionale in collaborazione con l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, effettuando controlli su 173 imprese. Oltre 3.100 tonnellate di vino, in parte ancora allo stato di mosto, era stato dichiarato come Doc/Dicg, ma in realtà non era mai stato registrato sui documenti contabili di cantina essendo destinato alla commercializzazione "in nero".
In provincia di Bari e Benevento, in situazioni analoghe, sono state contestate oltre 700.000,00 euro di sanzioni. In provincia di Napoli sono stati sottoposti a sequestro 4,5 tonnellate di doppio concentrato di pomodoro proveniente dalla Cina che, dopo essere stato sottoposto ad alcuni procedimenti di lavorazione in Italia, era stato fittiziamente e illegalmente commercializzato come "Made in Italy".
Per la tutela del marchio si è poi attivata anche la cooperazione internazionale di polizia, individuando 'wine kit' e vari prodotti alimentari con espliciti o indiretti richiami all'Italia pur provenendo dall'estero: menzione di regioni italiane, impiego del tricolore, rappresentazione dello "stivale", appellativo del prodotto con evidenti assonanze rispetto all'originale. I Nac fanno appello ad operatori e consumatori affinché segnalino ogni abuso ai carabinieri, anche attraverso il numero verde 800 020320.

(Il Crotonese)

mercoledì 7 novembre 2012

Truffa: sequestrati beni per 527.000 euro a Scandale


I finanzieri della Compagnia di Crotone, nella mattinata odierna, hanno sequestrato beni per €. 527.000 nei confronti di 5 imprenditori indagati, in concorso tra loro, per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’Unione Europea. Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal GIP presso il Tribunale di Crotone, Dottoressa Giulia Proto, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Dottor Francesco Carluccio, che ha diretto l’attività investigativa delle Fiamme Gialle crotonesi.
Da tempo i finanzieri avevano avviato approfonditi controlli relativamente ad un contributo pubblico erogato, ai sensi della Legge nr. 488/92, a beneficio di una società di persone per un programma d’investimento finalizzato alla realizzazione nella zona industriale di Scandale di uno stabilimento per la costruzione di serramenti ed infissi.
L’analisi della documentazione contabile dell’impresa ha fatto emergere numerose irregolarità, quali l’utilizzo di fatture false necessarie per documentare falsamente o comunque far lievitare artificiosamente i costi sostenuti e la conseguente predisposizione di quietanze liberatorie attestanti falsamente l’effettuazione dei pagamenti ai fornitori. Inoltre, i soci dell’azienda avevano posto in essere dei veri e propri artifici per far apparire soddisfatta la condizione, espressamente richiesta dal decreto di concessione dell’agevolazione, di apportare alla società nuovi capitali fino all’importo di €. 340.000.
Infatti, era stato ideato ed attuato un flusso finanziario di ritorno delle somme che erano già uscitedai conti correnti bancari per il pagamento delle fatture false e che rientravano quasi immediatamente nelle disponibilità della società con l’apparenza di essere capitali nuovi apportati dai soci. Attraverso queste condotte fraudolente, la società aveva ottenuto la concessione di un finanziamento a fondo perduto di €. 791.418, da erogarsi in tre quote annuali. Nel corso dell’attività investigativa, i finanzieri hanno acquisito pregnanti riscontri attraverso l’indagine bancaria e le testimonianze di alcuni fornitori, tra i quali un imprenditore tedesco, che hanno disconosciuto i rapporti economici e le sottoscrizioni delle quietanze liberatorie.

cn24

Reggio Emilia, incendiati 9 camion di una ditta di autotrasporti di Cutro


Nove automezzi di proprietà di un imprenditore di Cutro sono andati a fuoco nella serata di martedì a Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia. I danni si aggirano intorno al milione di auro. Sull'episodio intimidatorio indagano i carabinieri.
Nove autocarri di proprietà di un'azienda che effettua autotrasporto di inerti di proprietà dell'imprenditore Domenico Bonifazio di Cutro hanno preso fuoco verso le 21,30 di martedì 6 novembre, in un'area agricola in via Aurelia. Sul posto sono arrivati sette mezzi dei vigili del fuoco provenienti da varie sedi della provincia e dal distaccamento di Carpi. Le operazioni di spegnimento del rogo si sono protratte fino alle 3,30 di notte. Non ci sono feriti.

Sul posto sono arrivati, per le indagini del caso, i carabinieri. Molto ingenti i danni per l'azienda che ammontano a circa un milione di euro. E' possibile, viste le modalità dell'incendio, che le cause del rogo possano essere di origine dolosa tanto che i carabinieri stanno indagando per l'ipotesi di danneggiamento seguito da incendio. Si pensa infatti che per dare fuoco agli autocarri sia stato usato liquido infiammabile.

(Il Crotonese)

Arrestato dai carabinieri il terzo complice della rapina alla ditta Romano


Giuseppe Ciampà, 43enne di Crotone, è stato arrestato all'alba di oggi dai carabinieri della Compagnia di Crotone con l'accusa di aver preso parte alla rapina a mano armata compiuta lo scorso 3 ottobre ai danni del portavalori della ditta Romano che ha fruttato un bottino di 23 mila euro.
Arrestato dai carabinieri anche il terzo complice della rapina compiuta lo scorso 3 ottobre ai danni di un portavalori della ditta di autotrasporti Romano. Si tratta di Giuseppe Ciampà, crotonese di 43 anni, nei cui confronti i carabinieri della compagnia di Crotone hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice delle indagini preliminari Franco Russo Guarro sui richiesta della Procura della Repubblica di Crotone con le accuse di concorso in rapina a mano armata e lesioni personali aggravate, ma anche di ricettazione, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, contraffazione di altri pubblici sigilli.

Per la stessa vicenda erano già finiti in manette lo scorso 8 ottobre Rosario Ierardi, crotonese di 43 anni, e Mabrouk Akermi, tunisino di 26 anni, autore materiale della rapina ai danni del dipendente della ditta Romano al quale aveva sottratto un borsello con 23 mila euro dopo averlo selvaggiamente percosso e allontanatosi subito dopo a bordo dell'auto guidata da Ierardi. Il tunisino, peraltro, lo scorso 27 ottobre è riuscito ad evadere dal carcere di Crotone nel quale si trovava rinchiuso ed è tuttora uccel di bosco.

Tutta la sequenza della rapina è stata ricostruita dai carabinieri grazie alle riprese delle telecamere di videosorveglianza disseminate lungo il tragitto compiuto dai rapinatori e che hanno permesso di individuare la partecipazione al colpo di un'altra autovettura, una Ford di colore scuro, che sembrava partecipare a tutte le operazioni preparatorie e successivamente anche alla fuga dal luogo del delitto. In seguito, i militari sono riusciti ad identificare nel Ciampà l’autista della Ford Focus, risultata di sua proprietà ed a seguito di perquisizione presso la sua abitazione hanno rinvenuto numerosi ed ulteriori elementi comprovanti la sua diretta partecipazione alla rapina. E' stato infatti possibile accertare che Ciampà il giorno della rapina ha acquistato, sotto falso nome ed esibendo un documento di identità contraffatto ma riportante la sua effige fotografica, tre schede telefoniche successivamente distribuite ai due sodali, con l’intento di rendere sicure le successive comunicazioni telefoniche.

(Il Crotonese)
 

Pagliarelle: è morta la mamma di Lea Garofalo


Lea GarofaloE' morta nella sua abitazione in frazione Pagliarelle a Petilia Policastro, Santina Miletta di 65 anni,mamma di Lea Garofalo,testimone di giustizia uccisa e sciolta nell'acido. La donna era malata da un anno e domani pomeriggio si svolgeranno i funerali. Miletta era in pensionata dopo aver lavorato come bidella scolastica. Per l'omicidio di Lea Garofalo la Corte d'assise di Milano ha condannato 6 persone all'ergastolo tra cui l'ex compagno.

cn24

Distrutto dalle fiamme agriturismo a Isola Capo Rizzuto

L'incendio
Un incendio ha distrutto un agriturismo a Isola Capo Rizzuto.
Intorno alle 4,15 due squadre dei Vigili del Fuoco di Crotone con tre automezzi sono intervenuti nel Comune di Isola Capo Rizzuto in Contrada Ovile Spinoso per un incendio che ha coinvolto unaazienda agrituristica di nome "L'ovile".

La struttura comprendeva la sala, cucina, locale pizzeria, magazzino scorta, tre camere per ospiti per un totale di circa 500 metri quadri, che sono andati completamente distrutti.
Inoltre adiacente la struttura erano parcheggiate due autovetture dello stesso proprietario anche esse distrutte.

cn24

lunedì 5 novembre 2012

Esplosi colpi di fucile contro il furgone di una ditta alimentare


Un furgone della Parmalat, parcheggiato in un deposito di Poggio Pudano, alla periferia sud di Crotone, è stato preso a fucilate da ignoti malviventi nella notte tra domenica e lunedì. Sull'episodio intimidatorio sono state avviate indagini dalla Polizia di Stato.
Due colpi di fucile calibro 12 sono stati esplosi, nella notte tra domenica e lunedì, contro un furgone frigorifero della Parmalat, che era parcheggiato in un deposito lungo la statale 106 in contrada Poggio Pudano. Il mezzo è in uso ad un crotonese di 50 anni rappresentante per le vendite dei prodotti della ditta Parmalat per la provincia crotonese. I colpi hanno danneggiato lo sportello destro del veicolo, mandando in frantumi il relativo vetro ed il parabrezza. Il danneggiamento è stato denunciato agli agenti della Questura dallo stesso rappresentante che ha dichiarato di non aver ricevuto minacce o richieste estorsive.

(Il Crotonese)

domenica 4 novembre 2012

Dure arresti della Forestale per furto di legna a Scandale

Furto di legna
Il personale del Nipaf del Comando provinciale di Crotone e dei reparti di Crotone e Petilia Policastro, durante un servizio congiunto sul territorio, finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati ambientali, hannoarrestato due persone colte in flagranza di reato mentre erano intente a trafugare della legna già tagliata in pezzi utilizzando un cassone trainato da un trattore.
L’episodio è avvenuto in località “Santa Domenica” in agro di Scandale (KR), all’interno di un bosco di eucalipto di proprietà dell’ente A.R.S.S.A di Crotone, fatto oggetto di ripetuti tagli illeciti.

L'operazione è frutto di pregresse attività di osservazione e controllo che hanno indotto gli agenti a sospettare dei trasgressori in quanto all’interno della propria azienda zootecnica, ubicata non lontana da dove sono stati sorpresi, avevano notato vari cumuli di materiale legnoso della specie di Eucaliptus, della stessa tipologia di quello rilevato sul luogo dei tagli illeciti.
Il blitz mercoledì scorso quando gli agenti della forestale, appostati in diversi punti sin dalle prime luci dell’alba, hanno sorpreso due persone intente a caricare, su un cassone trainato da un trattore, la legna giacente sul terreno che nei giorni prima era stata tagliata illecitamente. Gli agenti sono intervenuti per interrompere il furto in atto traendo in arresto i trasgressori con l’ipotesi di reato di furto aggravato in flagranza di reato ed in concorso di persone, informando del fatto il Sostituto Procuratore di Turno, Ivan Barlafante.
Oltre al sequestro del materiale legnoso che stavano trafugando, del mezzo di trasporto e degli attrezzi utilizzati, ai fermati, risultati essere padre e figlio, gli agenti hanno sequestrato anche la legna trovata all’interno della loro azienda che dalla comparazione della sezione di taglio è risultata essere corrispondente alle piante abbattute illecitamente. Per questo ulteriore aspetto, ai trasgressori, gli veniva contestato anche il reato di deturpamento di bellezze e quello di invasione di terreno. 
Il bosco oggetto dei tagli furtivi ricade in una zona tutelata sotto l’aspetto paesaggistico e soggetta anche a vincolo idrogeologico.
Per reprimere fattispecie analoghe di reati, il Corpo forestale dello Stato in questi giorni ha intensificato i controlli sul territorio.

cn24

sabato 3 novembre 2012

Comune: aggressione al funzionario Russo, il consigliere Scarriglia: "non mi dimetto"


Dolore, dissenso “dall’ignobile atto compiuto dalla signora Gerace Rosa, mia madre”. Lo esprime in una lettera al nostro giornale il consigliere comunale Claudia Scarriglia per prendere le distanze dall’aggressione perpetrata dai suoi congiunti ai danni dell’architetto Russo.
Dolore, dissenso “dall’ignobile atto compiuto dalla signora Gerace Rosa, mia madre”. Lo esprime in una lettera al nostro giornale il consigliere comunale Claudia Scarriglia per prendere le distanze dall’aggressione perpetrata dai suoi congiunti ai danni dell’architetto Russo; aggiungendo che per quell’atto “spregevole, barbarico, insano” si costituirà parte civile contro la madre insieme all’Amministrazione comunale. Già perché lei tra quei banchi intende restarci.

Il testo completo della lettera sull'edizione del Crotonese in edicola da sabato 3 novembre.

Operazione antibracconaggio a Cotronei: 4 denunce, armi e munizioni sequestrate


Giovedì 01 novembre 2012, durante un servizio mirato al controllo del territorio, all’interno del Parco Nazionale della Sila personale forestale dei Comandi Stazione Parco di Cotronei e Gariglione, successivamente supportati anche dal Reparto di Val di Neto, tutti dipendenti dal Coordinamento Territoriale del CFS per l’Ambiente di Cosenza, in due diverse operazioni di polizia, ha segnalato alla competente Procura della Repubblica 4 cacciatori del crotonese per esercizio venatorio ed introduzione di armi all’interno del Parco Nazionale della Sila.
Il personale forestale, già in servizio dalle prime ore del giorno, durante una perlustrazione a piedi in località Caprarella, Timpone della Monaca di Cotronei, ad una quota di oltre 1500 mslm, all’interno di un bosco d’alto fusto di faggi, scorgeva la presenza di due cacciatori i quali, con cani da ferma al seguito stavano effettuando una battuta di caccia alla beccaccia (Scolopax rusticola L.), la regina del bosco, specie questa dell’avifauna selvatica, che, in seguito a recenti studi, risulta in preoccupante calo numerico in Italia ed in Europa, quindi, l’area protetta del Parco dovrebbe costituire una zona di sicuro rifugio tale da consentirne la ripresa e scongiurarne il potenziale rischio di estinzione.
I due, dopo essere stati seguiti nei loro movimenti al fine di accertare in modo univoco quanto stessero facendo, venivano prontamente fermati dal personale forestale. Gli venivano pertanto contestati i reati di esercizio venatorio ed introduzione di armi in area protetta e conseguentemente venivano posti sotto sequestro n° due fucili da caccia semiautomatici calibro dodici, il relativo munizionamento ed altri mezzi di caccia (beepeer).
Nella stessa mattinata, il medesimo personale, avendo notato due mezzi fuoristrada parcheggiati ai margini di una radura, ed avendo altresì udito i latrati di una cane segugio provenire dalla limitrofa area boscata ricadente nel perimetro del Parco, effettuava un largo giro di perlustrazione a piedi all’interno del bosco al fine intercettare tali persone. Dopo diverse ore i due venivano scorti dal personale forestale mentre, a passo spedito, cercavano di raggiungere i mezzi per lasciare la zona. Qui era ad attenderli altro personale forestale che, prontamente, li fermava mentre stavano per lasciare l’area parco a bordo dei predetti mezzi fuoristrada. I due venivano così identificati e dopo le formalità di rito gli venivano sequestri due fucili semiautomatici calibro dodici ed il munizionamento caricato a pallettoni che recavano al seguito.

cn24

venerdì 2 novembre 2012

I vandali distruggono il campo di bocce di San Francesco


Danni per circa 20 mila euro al campo di bocce ubicato nel quartiere San Francesco, nelle adiacenze della parrocchia. Nella notte tra giovedì e venerdì i vandali si sono introdotti nel nuovo edificio ed hanno distrutto finestre, attrezzature per il gioco e piste.
I vandali nella notte tra giovedì 1 e venerdì 2 novembre hanno visita al campo di bocce ubicato nel rione San Francesco, nelle adiacenze della parrocchia Sacro cuore. Un gesto inspiegabile e gratuito, visto che i vandali non hanno rubato nulla, ma si sono introdotto all'interno dell'edificio di recente costruzione, per il solo gusto di distruggere. Sono stati danneggiati i vetri di alcune finestre, i contapunti elettronici usati durante le partite e, cosa più grave, le due piste, comportando un danno di circa 20 mila euro.
Il grave atto subito dall'associazione bocciofila crotonese inevitabilmente assume la valenza di un danno sociale, visto che la nuova struttura rappresenta un punto di riferimento e un luogo di aggregazione per giovani, adulti e soprattutto anziani. La struttura opera, lo ricordiamo, grazie all'attività gratuita di volontari e sportivi e durante i fine settimana, attraverso le gare di bocce, è riuscita a richiamare a Crotone, bocciofili provenienti da tutta Italia, anche perchè nel Meridione non esistono altre strutture simili.

(Il Crotonese)